sabato 26 settembre 2015

La mappa non è il territorio

No no, non è una disquisizione geografica o un articolo sulla viabilità del nostro amato BelPaese…
Scherzi a parte, per chi mastica qualcosina di PNL (Programmazione Neuro Linguistica) “La mappa non è il territorio” saprà essere uno dei presupposti della comunicazione e per certi versi, lo ritengo quello più significativo… soprattutto quando si tratta di rapportarsi con le altre persone, che sia un nostro genitore, il nostro medico di fiducia, un vecchio compagno di scuola, un collega o il nostro partner.
Chi sta leggendo questo scritto, presumibilmente vive in una società che ha delle regole prestabilite: regole di vita, regole morali, regole comportamentali; e a queste si aggiunge il fatto che siamo cresciuti in un contesto sociale (famiglia, amici; ambienti) che ci ha sempre circondato, per noi questo è il "mondo".. qualsiasi modo di interpretare la realtà che siamo stati abituati a vedere fin da piccoli è per noi verità assoluta.
Molte persone crescono e vivono la propria esistenza credendo che la propria visione della realtà sia l’unica... ossia, rapportandosi con le situazioni che gli succedono nella vita piuttosto che con le persone che incontrano ponendo le "loro" esperienze e le loro regole come la base su cui costruire tutto. Ed è qui che nascono i più grandi problemi e le più svariate incomprensioni.
Quando, nelle relazioni con le persone che ci circondano, ci comportiamo in questo modo, cosa stiamo facendo? Stiamo commettendo un errore abbastanza grossolano; diamo per scontato che l'altra persona abbia il nostro stesso modo di interpretare le cose e di conseguenza ad un comportamento piuttosto che ad un'azione che questa intraprende gli appiccichiamo un determinato significato... il nostro!
Riporto un esempio un po’ "estremo" così da evidenziare il significato del concetto che sto spiegando
La morte.  Secondo i nostri usi e costumi la "perdita" di una persona cara è sempre un momento triste e doloroso... se assistiamo ad un funerale è la normalità trovarci di fronte persone tristi, in lacrime, sconfortate e sofferenti.  Se al contrario dovesse esserci qualcuno che si comporta in modo diverso, anzi, sorridente ed entusiasta di quel momento, non sarebbe strano farsi delle domande... anzi... giudicarlo insensibile o menefreghista nei confronti del dolore delle persone che sono li, piuttosto che indifferente nei confronti del defunto.
Ora facciamo un salto in un'altra parte del mondo... A Bali.
Un funerale, da quelle parti, ha un aspetto completamente diverso. L'usanza vuole che la dipartita di un caro debba essere un momento di festa e divertimento... si deve gioire per il fatto che la persona morta è rinata in una vita migliore; tanto che se vi imbattete in un festoso corteo funebre sarete pure invitati a partecipare ai festeggiamenti.  Diversamente da noi, una persona disperata o in lacrime verrebbe giudicata egoista e per nulla interessata al bene del defunto ma piuttosto concentrata su se stessa e al fatto che non potrà più rivederlo.
Ora, è facilmente comprensibile come se nel primo caso dovessimo attribuire il significato del secondo, o viceversa, ne uscirebbe un disastro di incomprensioni e pregiudizi.
Questo è un esempio che mette a confronto due culture diverse, ma che ben si può applicare anche in situazioni quotidiane dove a scontrarsi sono le nostre regole più intime.
Da quando sono nato mi hanno sempre insegnato che un buon amico è quello che ti sta sempre vicino, con il quale ci si sente ogni giorno... che ti da la priorità rispetto a tutto il resto.
Al tuo "amico" invece è andata in modo diverso, per lui il valore dell'amicizia significa sentirsi più di rado... magari incontrarsi soltanto una volta al mese, ma quella volta che succede, avere la fiducia di sviscerare anche le cose più intime.
Ecco che abbiamo due modelli di amicizia diversi!  ...gestiti da regole di vita diverse.
Se queste due persone dovessero cominciare a valutare un amico con le proprie "regole", potrebbero essere due persone splendide ma incapaci di stringere una qualsiasi relazione di amicizia.
Pertanto la Mappa non è il territorio, ossia... gli avvenimenti che viviamo o i comportamenti che riscontriamo nel rapportarci con gli altri non sempre corrispondono al significato che ci appiccichiamo noi... anzi.. quasi mai.
Il segreto per migliorare la propria qualità di vita e di relazioni è proprio questo... astenersi il più possibile dal giudizio e dar abbondante spazio alla comprensione.
Si sentono spesso notizie del tipo: “uccide la moglie e si suicida”; e per assurdo anche un avvenimento di questo tipo può essere compreso!  Non dico che debba essere giustificato... assolutamente... ma compreso si.
Provate ad immaginare che vi immergano la testa sott'acqua... cercherete sicuramente di liberarvi! ...ma ad un certo punto, quando vi mancherà l'aria, scatterà l'istinto di sopravvivenza (si attiva il cervello rettile) e farete di tutto pur di liberarvi, anche uccidere chi vi sta tenendo sott'acqua... potrebbe essere il vostro migliore amico ma l'istinto di sopravvivenza ha la priorità di farvi respirare.
Un rapporto di coppia spesso è uno strumento con il quale andiamo a soddisfare la maggior parte dei nostri bisogni fondamentali, di sicuro quello di “amore/unione”, quello di importanza e soprattutto quello di sicurezza.
Ora, immaginate che il partner ad un tratto, insoddisfatto per la relazione, decide di troncarla; quali possono essere le conseguenze?
Le conseguenze sono che la persona “lasciata” si sentirà mancare la terra sotto i piedi, gli mancherà letteralmente l'aria nei polmoni... ed anche in questo caso si attiva il cervello rettile...
Tant'è vero che poi, quando la persona torna il sé e si rende conto di ciò che ha fatto, nella maggior parte dei casi si toglie la vita.
Si capisce l'importanza di non giudicare la persona? Spesso e volentieri sono le circostanze che portano le persone a comportarsi in un modo  piuttosto che in un altro... ad essere giudicate dovrebbero essere sempre le azioni e non le persone che le hanno compiute.
Quello che una persona desiderosa di migliorarsi deve cercare di sviluppare il più possibile è la capacità di comprensione e di vedere le cose da più punti di vista; non esiste una verità oggettiva e quando viviamo la vita in quel modo, commettiamo errori continui nella valutazione delle situazioni e di conseguenza nel modo di reagire alle cose.
Crescita significa soprattutto questo... liberarci dalle regole inutili... Le regole dovrebbero essere poche e solo sulle questioni importanti!  Quando prendiamo delle decisioni nella nostra vita, magari in relazione a qualche nostro rapporto, facciamolo sempre in assenza di giudizio.
Esempio: Il mio amico mi assilla ogni giorno perché per lui essere amici significa quello.. essere sempre e costantemente in contatto... Capisco che quella è una sua regola ed un suo limite... lo accetto per quello che è ma scelgo di limitare la "relazione" che si è creata per arginare inutili e ripetute discussioni.
Le soluzioni potrebbero essere anche altre, la cosa importante è sceglierle per il motivo giusto..
Una conclusione del tipo: "mi assilla tutti i giorni, non lo reggo più, è un idiota che non riesce a capirlo" sarebbe superficiale e limitata.

Ricordiamo che nella vita o decidiamo di crescere e vedere le cose da più punti di vista, maturando così la possibilità di scegliere le nostre azioni; oppure ci faremo guidare dalle nostre emozioni, lasciando inconsciamente a loro la responsabilità di scelta.. che potrebbe facilmente significare il vedere la nostra vita trascinata in direzioni che non vorremmo.

Vale

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